{"id":21748,"date":"2023-10-17T14:06:17","date_gmt":"2023-10-17T12:06:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionefratellitutti.org\/?post_type=articles&p=21748"},"modified":"2023-11-06T14:07:29","modified_gmt":"2023-11-06T12:07:29","slug":"la-costruzione-della-fraternita-della-pace-lintervento-di-sergio-barbanti","status":"publish","type":"articles","link":"https:\/\/www.fondazionefratellitutti.org\/en\/articles\/la-costruzione-della-fraternita-della-pace-lintervento-di-sergio-barbanti\/","title":{"rendered":"La costruzione della fraternit\u00e0 della pace: l\u2019intervento di Sergio Barbanti"},"content":{"rendered":"
Trascrizione da video non rivista dall’autore.<\/p>\n
Il discorso che ha tenuto l’ambasciatore d’Italia in Israele lo scorso 23 settembre al simposio organizzato dalla Fondazione Fratelli tutti, in collaborazione con la Basilica papale di San Pietro.<\/em><\/p>\n Ringrazio Padre Francesco; ringrazio il cardinale Gambetti per l\u2019invito qua oggi. Grazie a tutti voi per essere qui. Grazie anche a Suor Rita, che non conoscevo prima e che ho potuto conoscere adesso. Il mio discorso se posso descriverlo cos\u00ec, sar\u00e0 come un\u2019ape che passa da fiore in fiore. L\u2019argomento \u00e8 talmente vasto e, trattando del mondo, i temi sono talmente importanti che alla fine cercher\u00f2 di selezionarne solamente alcuni. Chi di voi ha mai usato Google Maps? Una persona cerca un piccolo posto su Google Maps; Google Maps parte dal generale, dallo spazio; vede la Terra, poi piano, piano si concentra e arriva fino a l\u00ec. Guardiamo la Terra\u00a0dal di fuori, consideriamola un unico organismo vivente, composto da esseri viventi, umani e non umani.\u00a0Se facessimo l\u2019esame del sangue alla Terra e poi dessimo un\u2019occhiata, naturalmente considerando le voci che hanno una maggiore importanza, che idea ci faremmo dello stato di salute di questo unico organismo vivente?<\/p>\n La XVII edizione del Global Peace Index del 2003, un indice che misura lo stato della pace a livello globale, nel 2023 indica che \u00e8 il nono anno di peggioramento. Ci sono oggi 55 conflitti armati attivi nel mondo, di cui 8 sono guerre e 22 internazionalizzati, ovvero che c\u2019\u00e8 un intervento di altri paesi, estranei al conflitto\u00a0in\u00a0s\u00e9\u00a0stesso. C\u2019\u00e8 una\u00a0crescita del 96% di decessi legati alle guerre, rispetto all\u2019anno scorso. E non \u00e8 solo dovuto all\u2019Ucraina, anzi, in gran parte \u00e8 dovuto all\u2019Africa. Questi sono dati tremendi.<\/p>\n Associamoli ai dati economici. Paradossalmente, il costante peggioramento dello stato di salute della pace del mondo, si realizza in condizioni di espansione economica globale. Il nesso tra pace e crescita economica \u00e8 messo in forte dubbio. Nel 2022, il mondo ha raggiunto un PIL record di 100 trilioni di dollari; nel 2037 sar\u00e0 raddoppiato. Questo cosa vuol dire? Che noi viviamo in un mondo che forse potremmo definire obeso e malato. Mi fermo qua per adesso a citare solamente un dato. Accenno solo brevemente perch\u00e9 vorrei evitare di dilungarmi ma \u00e8 importante: dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, e in particolare della Dichiarazione sul diritto dei popoli alla pace del 1984 i giuristi ritengono che esista un diritto internazionale alla pace con il rispetto dei diritti umani come elemento fondamentale. Roberto Bobbio giustamente ha indicato che se vuoi la pace, prepara la pace<\/em>. Si sa benissimo che in genere la dicitura \u00e8\u00a0si<\/em>\u00a0<\/em>vis<\/em>\u00a0<\/em>pacem, para bellum<\/em>, non lo mettiamo in discussione, per\u00f2 se una persona non nutre le radici della pace, la pace si spegne.<\/p>\n Questa diagnosi ci porta a domandarci in che cosa sia malato il mondo in cui noi viviamo; sostanzialmente nelle relazioni: la guerra \u00e8 sicuramente uno degli elementi pi\u00f9 evidenti di una forte crisi relazionale. Che tipo di relazioni? Allora diciamo relazioni tra gli esseri umani tra di loro, tra gli esseri umani e l\u2019ambiente, all\u2019intero degli esseri umani tra\u00a0s\u00e9\u00a0e\u00a0s\u00e9, relazioni in relazione al trascendente, che secondo me \u00e8 Dio; comunque, ognuno pu\u00f2 avere una propria idea di trascendenza.<\/p>\n Se uno mi domanda di che cosa mi occupo nel mio lavoro, la mia risposta \u00e8 che io mi occupo di relazioni. Recentemente, a Tel Aviv una persona, ospite a casa di amici, mi ha detto: \u201cMa scusa, oggi che le informazioni\u00a0e i commenti\u00a0sono accessibili cos\u00ec facilmente,\u00a0che bisogno c\u2019\u00e8 che la vostra funzione esista ancora?\u00a0\u00c8 tutto cos\u00ec accessibile\u201d. Io ho fatto presente che non mi occupo di informazioni, io\u00a0utilizzo<\/em>\u00a0<\/em>le informazioni. Io mi occupo di relazioni. Per questo aspetto trovo molto illuminante il passaggio dell\u2019enciclica Fratelli tutti<\/em> dove si dice che la vita \u00e8 l\u2019arte dell\u2019incontro. Io credo realmente che la vita sia\u00a0l\u2019arte dell\u2019incontro. In questo senso, \u00e8 necessario tenere conto dell\u2019importanza dell\u2019incontro in\u00a0s\u00e9, ma anche del fatto che deve essere un\u2019arte, non soltanto una tecnica. La vita \u00e8 l\u2019arte dell\u2019incontro. Aggiunge il\u00a0paragrafo, \u201canche se tanti scontri sono nella vita\u201d, ma questo l\u2019abbiamo gi\u00e0 visto.<\/p>\n Tutto ci\u00f2 per dire che cosa? Che alla domanda che mi hanno fatto ho risposto che le relazioni richiedono la presenza fisica della persona nel luogo. Per questo noi diplomatici viviamo nelle capitali del mondo; io potrei fare delle conferenze online e ogni tanto andare a incontrare le persone, ma no, io devo vivere\u00a0in questi posti. Ancora, Fratelli tutti<\/em> questo lo esprime estremamente bene. Quello che cercher\u00f2 di fare\u00a0\u00e8 di vedere in che maniera il concetto di fraternit\u00e0 si integra con quello che io faccio nella vita e con\u00a0il mio\u00a0modo\u00a0di lavorare.<\/p>\n Cito l\u2019enciclica: \u201cC\u2019\u00e8 bisogno di gesti fisici, di espressioni del volto, di silenzi, di linguaggio corporeo e perfino di profumo, tremito delle mani, rossore, sudore, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 parla e fa parte della comunicazione umana\u201d.\u00a0\u00c8 assolutamente cos\u00ec. Nel mio lavoro la cosa che conta pi\u00f9 di tutti \u00e8 l\u2019incontro con una persona, il tempo e la qualit\u00e0 del nostro incontro. Il 98% della comunicazione, come ci dicono i neurologi, \u00e8 non verbale. La societ\u00e0, sempre pi\u00f9 globalizzata, ci rende vicini ma non ci rende fratelli e questo \u00e8 un aspetto che \u2013 immagino \u2013 tutti voi vi troviate ad affrontare. La vicinanza che dovrebbe in un certo senso essere un aiuto nelle comunicazioni, spesso invece non ci aiuta. Io definisco il mio fare il diplomatico, tra le altre maniere, come un viaggio alla scoperta della fraternit\u00e0.<\/p>\n Adesso io toccher\u00f2 alcuni punti e, nel toccarli, user\u00f2 tre immagini.<\/p>\n La prima immagine \u00e8 l\u2019immagine del<\/strong>\u00a0<\/strong>pane<\/strong>. Per immagine del pane, intendo, e credo che noi tutti ce l\u2019abbiamo in mente, quella del panettiere quando impasta il pane, quello che fa \u2013 il generale prima parlava della pazienza. Impasta con pazienza, gli serve tempo, forza \u2013 lasciamo da parte l\u2019impastatrice perch\u00e9 chiaramente \u00e8 il contrario di quello che sto cercando di dire \u2013 mette il lievito, dopodich\u00e9 lo mette da parte, lo fa riposare, si riposa lui, lo fa lievitare, dopodich\u00e9 lo mette nel forno. Credo che questa metafora sia una metafora data a ognuno di noi nella vita, anche nella mia, e cio\u00e8 la cura, la pazienza, l\u2019impegno, la dedizione e la forza che bisogna mettere in quello che uno fa. Quando penso al momento della lievitazione mi viene in mente, vivendo in Israele, essendo essa a stretto contatto con la cultura ebraica, lo Shabbat, che \u00e8 esattamente questo: \u00e8 il fermarsi per lasciare lievitare. Un meraviglioso libro di Usher sullo Shabbat dice che dalla distruzione del secondo tempio nel 70, momento in cui \u00e8 iniziata la diaspora del popolo ebraico, gli Shabbat sono diventati le cattedrali del popolo ebraico.<\/p>\n Accenno un attimo agli ingredienti, ne voglio toccare solo alcuni: in particolare il sale, quale pu\u00f2 essere il sale? Prendersi cura dell\u2019altro e del creato, ad esempio. Personalmente, io ogni volta che incontro una persona, qualcuno che mi chiede anche un\u2019informazione per strada, io penso che quella persona in quel momento mi sia stata affidata.\u00a0Quanto la cura del creato, vi accenno alcuni dati: esiste un riferimento, si chiama\u00a0Overshoot<\/em>\u00a0<\/em>Day<\/em>, indica il momento in cui si sono esaurite le risorse rinnovabili annuali. Vi ricorderete la famosa canzone che recitava il 21 del mese i soldi erano gi\u00e0 finiti<\/em>, no? Tenete conto che il globo genera automaticamente delle risorse rinnovabili, nel senso che poi vengono rigenerate. In che momento dell\u2019anno noi abbiamo gi\u00e0 consumato tutte quelle rigenerate nell\u2019intero anno e stiamo cominciando gi\u00e0 ad intaccare, per cos\u00ec dire, il capitale. In altre parole, stiamo cominciando a segare il ramo sul quale noi siamo seduti. Nel 2022, questo giorno \u00e8 stato il 28 luglio, cio\u00e8 il mondo il 28 luglio dello scorso anno ha consumato tutte le risorse rinnovabili disponibili in quell\u2019anno.\u00a0Cinquant\u2019anni fa, nel 1972, era il 14 dicembre, cio\u00e8 ce l\u2019avevamo quasi fatta. Per l\u2019Italia, questa data \u00e8 maggio. Allora, i soldi non sono finiti il 21 del mese, i soldi sono finiti al 10 del mese. Non tener conto di questo, vuole un po\u2019 dire rubare il pane dell\u2019altro, perch\u00e9 gli effetti saranno gravissimi. Gravissimi perch\u00e9 ci sar\u00e0 una corsa alle risorse del presente e si ipoteca il futuro di quelli che verranno dopo di noi. Naturalmente si possono cambiare le abitudini, ed io ci spero molto, per\u00f2 per farvi sorridere su una cosa, guardiamo le macchine e\u00a0il loro\u00a0utilizzo. Diversi studi riportati dall\u2019Economist<\/em> indicano che le autovetture trascorrono tra il 90 e il 96% del tempo parcheggiate da qualche parte e che gli spostamenti medi sono tra i 6 e i 10 chilometri. Io sono contentissimo di questi dati perch\u00e9 vuol dire che si inquina meno il mondo e al contempo si fa funzionare l\u2019industria automobilistica che impiega tutto il resto per\u00f2 un dato come questo d\u00e0 molto dell\u2019irrazionale. Per dire che cosa? Di allargare lo sguardo, cercare di vedere e considerare, nel concetto di fraternit\u00e0, non solo l\u2019altro, che \u00e8 indispensabile, ma, come faceva San Francesco, anche tutti gli aspetti della natura del mondo nel quale noi viviamo e di percepirli come tali. Cio\u00e8 capire che la nostra relazione non \u00e8 una relazione solo con gli esseri umani; la nostra relazione \u00e8 la relazione con il creato.<\/p>\n Dice Fratelli tutti<\/em>: \u201cSentirsi corresponsabili nel miglioramento del mondo\u201d. Esiste un concetto nell\u2019ebraismo che si chiama\u00a0techimolam<\/em>\u00a0che \u00e8 esattamente questo, riparare il mondo. Siamo tutti chiamati a riparare il mondo, ognuno nella maniera in cui pu\u00f2. Esistono scambi che sono molto interessanti, in Israele per esempio c\u2019\u00e8 un accordo di pace con la Giordania basato esattamente su questo, cio\u00e8 la Giordania, che ha grandi distese di deserto, d\u00e0 a Israele dell\u2019energia rinnovabile, principalmente energia solare, e Israele desalinizza acqua e la fornisce alla Giordania.\u00a0Ecco una maniera in cui, ad esempio, ci si pu\u00f2 scambiare il pane anzich\u00e9 prendere il pane di un altro.<\/p>\n La seconda immagine riguarda ponti e scale<\/strong>. Il ponte \u00e8 un\u2019immagine meravigliosa per mettere in contatto due persone. Il generale Figliuolo prima parlava di ponti\u00a0che possono per\u00f2 restare deserti.\u00a0All\u2019idea di ponte, io aggiungerei l\u2019idea di una scala. Voi immaginatevi le scale a libretto, quelle che abbiamo nelle case. \u00c8 nella dimensione verticale, nella dimensione spirituale, che si pu\u00f2 trovare il punto per unire e per poter stabilire i rapporti. Ci sono dei metodi per poter fare questo: non mi dilungher\u00f2, ma parla la cultura dell\u2019incontro, l\u2019Enciclica, Padre Francesco, che \u00e8 un gesuita, il concetto di\u00a0presupponendum<\/em> e l\u2019incontro con gli altri; pensare sempre che il tuo interlocutore pu\u00f2 aver ragione. C\u2019\u00e8 anche una consapevolezza del senso del\u00a0limite. La cosa che purtroppo oggi rimane piuttosto difficile da fare, perch\u00e9 la tecnologia ci fa sentire degli dei, considerato quello che possiamo ottenere e raggiungere, anche con un semplice telefono. Il senso del limite \u00e8 fondamentale non solo nei rapporti interpersonali, ma anche nei rapporti internazionali: l\u2019articolo 11 della Costituzione, che \u00e8 la mia stella polare, dice che \u201cl\u2019Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione della controversie internazionali e consente condizioni di parit\u00e0 con gli altri stati alle limitazioni si sovranit\u00e0 necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni.\u201d La limitazione. Quindi essere impegnati \u00e8 anche questo. Io sono orgoglioso di rappresentare un Paese che nella sua Costituzione riconosce l\u2019importanza del senso del limite. Poi ci sono degli elementi misteriosi in tutto questo, in questa scala. Fratelli tutti<\/em> parla della forza segreta del bene che si semina. Mi ha molto colpito, rileggendo l\u2019Enciclica, vedere che all\u2019inizio richiama proprio l\u2019incontro di San Francesco con il sultano Malik al Kamil in Egitto, ottocento anni fa. Un incontro folle: si \u00e8 andato a mettere nelle mani del nemico. Per\u00f2 un incontro ispirato da una forza segreta, una forza misteriosa che io vedo in azione; a questo mi riferisco. C\u2019\u00e8 un capitolo dell\u2019Enciclica che parla di religioni al servizio della fraternit\u00e0 del mondo; ho messo in contatto Padre Francesco con un\u2019organizzazione in Israele che si chiama Interfaith e che parte da un presupposto molto interessante e totalmente controintuitivo, parla delle 3 religioni che naturalmente sono presenti in Terra Santa. \u201cVisto che noi non ci intendiamo a parlare di politica, riuniamoci e parliamo di religione.\u201d E sta funzionando benissimo perch\u00e9 si riuniscono e ognuno parla e chiede: \u201cqual \u00e8 la tua definizione di peccato? Quella di preghiera?\u201d. Il riunirsi in questa maniera sta creando dei ponti straordinari che la politica non riesce a trovare. All\u2019inizio ci andavano con un po\u2019 di diffidenza gli uni e gli altri, poi piano, piano ha cominciato ad andarci un po\u2019 pi\u00f9 di gente, poi c\u2019\u00e8 chi ha portato le mogli, chi i bambini, chi ha portato una chitarra; alla fine sono veramente dei germi importantissimi. Per farvi un altro esempio, una cosa che mi ha colpito molto, nel 2020 sono stati conclusi tra Israele e 4 paesi arabi, Bahrain, Emirati Arabi, il Sudan e Marocco, degli accordi di pace che prima non esistevano. Come li hanno chiamati? Gli Accordi di Abramo. Si fa riferimento a un personaggio che \u00e8 nato circa 3000 anni fa, per definire degli accordi attuali; in genere gli accordi di diplomazia si riferiscono o a chi li ha sottoscritti o al luogo in cui sono stati sottoscritti. Quindi, che cosa significa? C\u2019\u00e8 una radice comune in tutti questi paesi che richiamano gli Accordi di Abramo, cio\u00e8 siamo tutti figli di Abramo. In questo vorrei citare allora un altro passaggio dell\u2019Enciclica che trovo preziosissimo in tutto questo. Ve lo cito per esteso: \u201cUn principio indispensabile per costruire l\u2019amicizia sociale \u00e8 l\u2019unit\u00e0 \u00e8 superiore al conflitto<\/em>. Non significa puntare al sincretismo n\u00e9 all\u2019assorbimento di uno nell\u2019altro\u00a0ma alla risoluzione su un piano superiore\u201d. Questo\u00a0io\u00a0intendo per scala, \u201cche conserva in s\u00e9 le preziose potenzialit\u00e0 delle polarit\u00e0 in contrasto\u201d. \u00c8 fondamentale, le polarit\u00e0 in contrasto contengono energia; questa polarit\u00e0 va solo invertita di segno e va mantenuta. Questo \u00e8 un passaggio meraviglioso dell\u2019Enciclica che potrebbe veramente ispirare molte persone.<\/p>\n L\u2019ulteriore elemento in pi\u00f9 \u00e8 la trascendenza. Se non si riconosce la verit\u00e0 trascendente, allora trionfa la forza del potere. \u00c8 chiaro che in una situazione nella quale manca l\u2019orizzonte trascendente, l\u2019uomo entra in crisi in tutte le sue relazioni, quelle che ho indicato prima. Qual \u00e8 la tentazione? Non far nulla perch\u00e9 si pu\u00f2 far poco. Questo lo sappiamo tutti, l\u2019abbiamo sentito dire tante volte. E qui richiamo un bel concetto, sempre contenuto nell\u2019Enciclica, quando si parla di architettura e di artigianato della pace. Non tutti siamo nelle condizioni di poter influire nell\u2019architettura della pace, cio\u00e8 quella che \u00e8 assicurata dalle istituzioni. Io un po\u2019 ci sono dentro e cerco di fare del mio meglio, ma sicuramente nell\u2019artigianato della pace, s\u00ec, ci siamo tutti. Ognuno con quel poco che pu\u00f2 fare\u00a0sapendo, per via di quella misteriosa forza del bene di cui abbiamo parlato prima,\u00a0che noi non siamo in grado di sapere l\u2019effetto che pu\u00f2 avere un\u2019azione buona.\u00a0Nella mia azione di diplomatico, condivido pienamente la chiusura dell\u2019Enciclica quando parla di cultura del dialogo come via, di collaborazione comune come condotta, conoscenza reciproca come metodo.<\/p>\n La terza immagine<\/strong>, quella che prendo da Isaia 52: \u201cQuanto sono belli sui monti i piedi del Messaggero di buone novelle che annuncia la pace che araldo di notizie liete.\u201d Potremmo passare delle ore a meditare su questa immagine di Isaia. Io vivo in Terra Santa e i monti di cui parla lui, li vedo spesso perch\u00e9 vado due volte a settimana da Tel Aviv a Gerusalemme, quindi queste montagne le vedo. Tra l\u2019altro, una breve parentesi, tutte le volte \u00e8 un\u2019emozione; vivere in un paese in cui sui cartelli stradali vedi Gerusalemme, Nazareth, Betlemme, Gerico, Giordano, richiama a una geografia spirituale interna a noi. Per cui, girare e vederli segnati\u00a0anche dopo 2 anni di permanenza l\u00ec,\u00a0continua a farmi lo stesso effetto, quello di essere a casa. Solo qualche breve annotazione su questo: sono monti, \u00e8 salita, un fardello quello che viene portato dal Messaggero. E poi il suo \u00e8 movimento, l\u2019andare verso l\u2019altro, non farsi scoraggiare. Un proverbio cinese dice: \u201cNon c\u2019\u00e8 luce ai piedi del faro.\u201d Andare avanti. Questa immagine\u00a0molto poetica\u00a0che io ho del Messaggero di pace, dei suoi bei piedi; io non lo immagino solo lungo questo sentiero ma accompagnato da moltitudini nella stessa direzione, nello stesso sentiero, con\u00a0probabilmente\u00a0destinazioni diverse. \u00c8 una delle ragioni per cui mi fa piacere essere qua oggi perch\u00e9 mi immagino tutti noi presenti impegnati su questo sentiero.<\/p>\n Grazie<\/p>\n","protected":false},"featured_media":22719,"template":"","tags":[301,286,297,288,313,307],"categories":[233,87,81],"acf":[],"yoast_head":"\n