World Meeting on Human Fraternity Archivi - Fondazione Fratelli tutti https://www.fondazionefratellitutti.org/categories/news/dialogo/world-meeting-on-human-fraternity/ Thu, 20 Nov 2025 16:46:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.0.5 https://www.fondazionefratellitutti.org/wp-content/uploads/2022/07/cropped-Favicon-48x48-1-32x32.jpg World Meeting on Human Fraternity Archivi - Fondazione Fratelli tutti https://www.fondazionefratellitutti.org/categories/news/dialogo/world-meeting-on-human-fraternity/ 32 32 Una delegazione in udienza dal Santo Padre https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/una-delegazione-in-udienza-dal-santo-padre-2/ Wed, 17 Sep 2025 08:18:56 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=38423 Qui di seguito il discorso che il Santo Padre ha riservato alla delegazione che ha ricevuto in udienza venerdì 12 settembre, in occasione del World Meeting on Human Fraternity #BeHuman 2025. “Good morning to everyone and welcome! [Buongiorno a tutti e benvenuti!] Cari fratelli e sorelle, la...

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Qui di seguito il discorso che il Santo Padre ha riservato alla delegazione che ha ricevuto in udienza venerdì 12 settembre, in occasione del World Meeting on Human Fraternity #BeHuman 2025.

“Good morning to everyone and welcome!

[Buongiorno a tutti e benvenuti!]

Cari fratelli e sorelle, la pace sia con voi!

Vi do il benvenuto e vi ringrazio di essere qui, provenienti da molte parti del mondo, per la terza edizione del World Meeting on Human Fraternity organizzato dalla Basilica di San Pietro, dalla Fondazione Fratelli tutti, dall’Associazione Be Human e dalla Fondazione Saint Peter for Humanity.

Il pianeta è segnato da conflitti e divisioni, e a maggior ragione siete uniti da un forte e coraggioso “no” alla guerra e dal “sì” alla pace e alla fraternità. Come Papa Francesco ci ha insegnato, infatti, la guerra non è la via giusta per uscire dai conflitti. «Sopportare il conflitto, risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo» (Evangelii gaudium, 227) è il cammino più sapiente, il cammino dei forti. La vostra presenza testimonia tale sapienza, che unisce le culture e le religioni, quella forza silenziosa che ci fa riconoscere fratelli e sorelle, nonostante tutte le nostre differenze.

Secondo il racconto biblico, il primo rapporto fraterno, quella tra Caino e Abele, fu subito drammaticamente conflittuale. Tuttavia, quel primo omicidio non deve indurre a concludere: “è sempre andata così”. Per quanto antica, per quanto diffusa, la violenza di Caino non si può tollerare come “normale”. Al contrario, la norma risuona nella domanda divina rivolta al colpevole: «Dov’è tuo fratello?» (Gen 4,9). È in questa domanda la nostra vocazione, la regola, il canone della giustizia. Dio non si vendica di Abele con Caino, ma gli pone una domanda che accompagna tutto il cammino della storia.

Today more than ever, we must make this question our own as a principle of reconciliation.  Once internalized, it will resonate in this way: “Brother, sister, where are you?”  Where are you in the “business” of wars that shatter the lives of young people forced to take up arms; target defenseless civilians, children, women and elderly people; devastate cities, the countryside and entire ecosystems, leaving only rubble and pain in their wake?  Brother, sister, where are you among the migrants who are despised, imprisoned and rejected, among those who seek salvation and hope but find only walls and indifference?  Where are you, brother, sister, when the poor are blamed for their poverty, forgotten and discarded, in a world that values profit more than people?  Brother, sister, where are you in a hyper-connected life where loneliness corrodes social bonds and makes us strangers even to ourselves?

The answer cannot be silence.  You are the answer, with your presence, your commitment, and your courage.  The answer is choosing a different direction of life, growth and development.

Recognizing that the other person is a brother or sister means freeing ourselves from the pretense of believing that we are isolated individuals or from the logic of forming relationships only out of self-interest.  It is not only self-interest that makes us enter into relationships.  Great spiritual traditions and the maturation of critical thinking enable us to go beyond blood or ethnic ties, beyond those kinships that recognize only those who are similar and to reject those who are different.  It is interesting that in the Bible, as revealed by scientific exegesis, it is the most recent and mature texts that narrate a fraternity that transcends the ethnic boundaries of God’s people and is founded on a common humanity.  The stories of creation and the genealogies bear witness that all peoples, even enemies, have the same origin, and the Earth, with its goods, is for everyone, not just for some.

At the heart of the Encyclical Fratelli Tutti, we read: “Social friendship and universal fraternity necessarily call for an acknowledgement of the worth of every human person, always and everywhere” (n. 106).

Fraternity is the most authentic name for closeness.  It means rediscovering the face of the other.  For those who believe, they recognize the Mystery: the very image of God in the face of the poor, the refugee and even the adversary.

[Questa stessa domanda, oggi più che mai, va fatta nostra, come principio di riconciliazione. Interiorizzata, risuonerà così: “Fratello, sorella, dove sei?”. Dove sei nel business delle guerre che spezzano le vite dei giovani costretti alle armi, colpiscono i civili, bambini, donne e anziani indifesi, devastano città, campagne e interi ecosistemi, lasciando dietro di sé solo macerie e dolore? Fratello, sorella, dove sei tra i migranti disprezzati, imprigionati e respinti, tra quelli che cercano salvezza e speranza e trovano muri e indifferenza? Dove sei, fratello, quando i poveri vengono incolpati della loro povertà, dimenticati e scartati, in un mondo che stima più il profitto delle persone? Fratello, sorella, dove sei in una vita iperconnessa ma in cui la solitudine corrode i legami sociali e ci rende estranei anche a noi stessi?

La risposta non può essere il silenzio. E una risposta siete voi, con la vostra presenza, il vostro impegno e il vostro coraggio. La risposta è la scelta di un’altra direzione di vita, di crescita, di sviluppo.

Riconoscere che l’altro è un fratello, una sorella, significa liberarci dalla finzione di crederci figli unici e anche dalla logica dei soci, che stanno insieme solo per interesse. Non è soltanto l’interesse a farci vivere insieme. Le grandi tradizioni spirituali e anche la maturazione del pensiero critico ci fanno andare oltre i legami di sangue o etnici, oltre quelle fratellanze che riconoscono solo chi è simile e negano chi è diverso. È interessante che nella Bibbia, come ci ha fatto scoprire l’esegesi scientifica, sono i testi più recenti e più maturi a narrare una fraternità che supera i confini etnici del popolo di Dio e che si fonda nella comune umanità. Lo testimoniano i racconti di creazione e le genealogie: una sola è l’origine dei diversi popoli – anche dei nemici – e la Terra, coi suoi beni, è per tutti, non per alcuni.

Nel cuore dell’Enciclica Fratelli tutti, leggiamo: «C’è un riconoscimento basilare, essenziale, da compiere per camminare verso l’amicizia sociale e la fraternità universale: rendersi conto di quanto vale un essere umano, quanto vale una persona, sempre e in qualunque circostanza» (n. 106).

La fraternità è il nome più vero della prossimità. Essa significa ritrovare il volto dell’altro. E nel volto del povero, del rifugiato, anche dell’avversario, riconoscere il Mistero: per chi crede, l’immagine stessa di Dio.]

Cari amici, vi esorto a individuare percorsi, locali e internazionali, che sviluppino nuove forme di carità sociale, di alleanze tra saperi e di solidarietà tra le generazioni. Siano percorsi popolari, che includano anche i poveri, non come destinatari di aiuto, ma come soggetti di discernimento e di parola. Vi incoraggio a proseguire in questo lavoro di semina silenziosa. Da essa può nascere un processo partecipativo sull’umano e sulla fraternità, che non si limiti a elencare i diritti, ma includa anche azioni e motivazioni concrete che ci rendono diversi nella vita di tutti i giorni. Abbiamo bisogno di una estesa “alleanza dell’umano”, fondata non sul potere, ma sulla cura; non sul profitto, ma sul dono; non sul sospetto, ma sulla fiducia. La cura, il dono, la fiducia non sono virtù per il tempo libero: sono pilastri di un’economia che non uccide, ma intensifica e allarga la partecipazione alla vita.

Desidero ringraziare gli artisti che, con la loro creatività, lanceranno questo messaggio al mondo, dal magnifico abbraccio del colonnato del Bernini. Un ringraziamento speciale va agli illustri Premi Nobel presenti, sia per aver redatto la Dichiarazione sulla fraternità umana del 10 giugno 2023, sia per la testimonianza che danno nei consessi internazionali.

Continuate a far crescere la spiritualità della fraternità attraverso la cultura, i rapporti di lavoro, l’azione diplomatica. Portate sempre nel cuore le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (13,34-35). Vi accompagni e vi sostenga la mia benedizione.

Thank you very much. I will conclude with the Lord’s blessing. We pray for all of you, for your commitment to promoting unity and brotherhood and sisterhood throughout our world.

God bless you all. Thank you for your commitment to peace and to unity. Thank you.

[Grazie mille! Concludiamo con la benedizione del Signore. Preghiamo per tutti voi, per il vostro impegno nel promuovere l’unità e la fratellanza in tutto il mondo.

Dio vi benedica tutti. Grazie per il vostro impegno per la pace e l’unità. Grazie!]”

 

Copyright della foto: Vatican Media.

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Accreditamento stampa – World Meeting on Human Fraternity 2025 https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/accreditamento-stampa-world-meeting-on-human-fraternity-2025/ Tue, 09 Sep 2025 08:29:00 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=38390 Cliccare qui per scoprire come accreditarsi al World Meeting on Human Fraternity 2025. Visita il sito.  

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Visita il sito.

 

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I 15 tavoli tematici e il programma. L’evento finale in Piazza San Pietro con Andrea Bocelli, Pharrell Williams, John Legend e Karol G. L’esibizione aerea di 3mila droni https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/i-15-tavoli-tematici-e-il-programma-levento-finale-in-piazza-san-pietro-con-andrea-bocelli-pharrell-williams-john-legend-e-karol-g-lesibizione-aerea-di-3mila-droni/ Mon, 01 Sep 2025 11:44:21 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=38342 “La fraternità non è solo il risultato di condizioni di rispetto per le libertà individuali, e nemmeno di una certa regolata equità. […] La fraternità ha qualcosa di positivo da offrire alla libertà e all’uguaglianza”. Così si legge nell’enciclica Fratelli Tutti, un invito a riscoprire...

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“La fraternità non è solo il risultato di condizioni di rispetto per le libertà individuali, e nemmeno di una certa regolata equità. […] La fraternità ha qualcosa di positivo da offrire alla libertà e all’uguaglianza”. Così si legge nell’enciclica Fratelli Tutti, un invito a riscoprire la forza generativa della fraternità nel mondo di oggi. È proprio da questo spirito che prende vita il World Meeting on Human Fraternity 2025, giunto quest’anno alla sua terza edizione. L’appuntamento, promosso dalla Basilica di San Pietro, è fissato per venerdì 12 e sabato 13 settembre a Roma e vedrà uomini e donne in dialogo in 15 tavoli tematici, veri e propri laboratori di confronto e progettazione.

«Il nostro umile intento è quello di proporre al mondo l’orizzonte della fraternità quale chiave di volta per un nuovo ordine politico, un nuovo ordine economico e un nuovo ordine sociale all’esistenza umana. Il principio della fraternità universale può offrire le coordinate per scrivere la storia di questo cambiamento epocale in modo costruttivo: attento alle persone, rispettoso delle differenze, in armonia con il creato e garante della libertà e della pari dignità di ogni essere umano. Come ha rammentato Papa Leone XIV nella sua omelia d’inizio pontificato: “Fratelli, sorelle, questa è l’ora dell’amore! Insieme, come unico popolo, come fratelli tutti, camminiamo incontro a Dio e amiamoci a vicenda tra di noi” – ha dichiarato il Cardinale Mauro Gambetti –. L’esperienza dei Tavoli aiuta a incontrarsi e ascoltarsi, conoscersi e riconoscerci. Riscoprire la fraternità e scegliere parole e gesti fondati sull’umano può nutrire di significati e valori la vita di istituzioni e imprese, ospedali e centri sportivi… fino all’Intelligenza artificiale. Anche nella serata del 13 la fraternità sarà protagonista, raccontata attraverso il linguaggio universale della musica e le storie di chi ne ha fatto una scelta di vita. Un evento giubilare per diffondere grazia nel mondo».

«Il mondo soffre. Guerre, solitudini, nuove povertà. Per questo motivo ci fermiamo per chiederci: cosa significa essere umani, oggi? Lo faremo tra diversi, per cultura e tradizione, lingua e religioni, generazioni e luoghi di provenienza. I 15 Tavoli e l’Assemblea dell’umano sono un processo culturale e spirituale – ha dichiarato padre Francesco Occhetta -. Ogni tavolo è chiamato ad affrontare una triplice sfida: definire il principio di fraternità nel proprio mondo; sviluppare una metrica per misurarlo; raccogliere buone pratiche e agire. Il desiderio è quello di consegnare un movimento sinodale alternativo alla guerra e alle violenze presenti nel mondo. Lo dobbiamo credere insieme: “La fraternità ha qualcosa di positivo da offrire alla libertà e all’uguaglianza” (FT n.103)».

IL PROGRAMMA – Il cuore pulsante del Meeting di venerdì 12 settembre saranno i 15 Tavoli tematici: Agricoltura; Ambiente e sostenibilità; Amministratori Locali; Arte e Letteratura; Bambini; Economia e Finanza; Education; Formazione Politica; Imprese; Informazione; Intelligenza Artificiale; Lavoro; Salute; Sport; Terzo Settore.

Questi tavoli si riuniranno in luoghi particolarmente simbolici della città, come il Campidoglio, la FAO, la sede dell’Unione Europea, l’ABI e la Provincia di Roma, a sottolineare l’importanza di un dialogo aperto tra istituzioni, società civile, mondo accademico e dell’informazione. Sarà un’occasione unica per mettere in rete idee, esperienze e buone pratiche, con l’obiettivo di dare concretezza ai valori della fraternità e costruire insieme nuove prospettive per il futuro.

Sabato 13 settembre, nella suggestiva cornice della sala degli Orazi e Curiazi al Campidoglio, si terrà l’Assemblea dell’Umano. Sarà un momento di straordinario valore, guidato da Premi Nobel e da rappresentanti di istituzioni internazionali. I partecipanti raccoglieranno il lavoro svolto nei tavoli tematici del giorno precedente e avvieranno un “percorso sinodale” con l’obiettivo di coinvolgere le comunità nel mondo per riconoscere e illuminare “cosa significa essere umani oggi”. Tra gli altri, prenderanno parte: Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica di San Pietro, Vicario Generale della Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro; Graça Machel Mandela, Attivista e politica mozambicana, co-fondatrice e Vice-Presidente di The Elders; Maria Ressa, Giornalista e Nobel per la pace 2021.

L’EVENTO CONCLUSIVO – Nella serata di sabato, Piazza San Pietro diventerà il centro di un evento internazionale intitolato “Grace for the World”. Sul palco si alterneranno testimoni e artisti di fama internazionale, tra cui il Maestro Andrea Bocelli, Pharrell Williams con il coro gospel Voices of Fire, John Legend, Karol G e il coro della Diocesi di Roma diretto dal Maestro Marco Frisina. Lo spettacolo sarà reso ancora più suggestivo da una esibizione aerea di circa 3mila droni e luci a cura di Nova Sky Stories, con immagini ispirate alla Cappella Sistina. L’evento sarà aperto al pubblico in Piazza San Pietro e trasmesso in diretta mondiale.

GRACE FOR THE WORLD

  • Il primo concerto in Piazza San Pietro presentato nell’ambito del Giubileo e a chiusura del Terzo Incontro Mondiale sulla Fraternità Umana.
  • La serata è sotto la direzione artistica di Pharrell Williams e del Maestro Andrea Bocelli.
  • La direzione musicale è affidata al vincitore dei Grammy Award, Adam Blackstone.
  • Il concerto riunisce artisti, cori e voci provenienti da tutto il mondo per celebrare i valori della grazia, della fraternità, dell’amore e della misericordia. Si esibiranno, tra gli altri, Pharrell con il coro gospel Voices of Fire, Andrea Bocelli, John Legend, Karol G, BamBam, Teddy Swims, Jelly Roll, Angélique Kidjo e oltre 400 coristi in rappresentanza di culture e tradizioni diverse, riflettendo lo spirito dell’evento.
  • Il programma prevede anche riflessioni di voci autorevoli del mondo della cultura, dello sport e delle istituzioni.
  • La diretta televisiva è prodotta da Jesse Collins Entertainment e diretta da Sam Wrench, con streaming mondiale su Disney+, Hulu e ABC News Live.
  • Oltre alla musica, la serata rappresenta un appello globale all’unità — trascendendo fedi, confini e ideologie, e offrendo al mondo un messaggio di speranza, compassione e umanità condivisa.
  • Grace for the World sarà un’espressione universale dello spirito giubilare, raggiungendo un pubblico mondiale sia in presenza sia attraverso la trasmissione globale.

Partner premium dell’evento sono De Cecco, Edison, Banca Sella, con il supporto di AIA, Intesa Sanpaolo e PwC Italia (PricewaterhouseCoopers). Gli Sponsor Tecnici includono Coldiretti e FIAT, con il supporto di American Airlines, Artemis Rising, Luke e Nicole Nosek, Mark e Roma Burnett, il signor Li Ka-shing e Synergy Productions.

Tutte le informazioni sono disponibili sui siti: World Meeting on Human Fraternity e sul nostro sito

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L’umano e la fraternità – Le due ali del Giubileo della Speranza https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/lumano-e-la-fraternita-le-due-ali-del-giubileo-della-speranza__trashed/ Tue, 24 Jun 2025 10:00:10 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=37303 “Non c’è ricchezza più grande della fraternità”. Le parole di Antoine de Saint-Exupéry, tratte dalla Terra degli uomini pubblicato nel 1939 durante la Seconda guerra mondiale, risuonano oggi con una forza rinnovata nella Piazza San Pietro. Proprio qui, crocevia di culture e storie di vita,...

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“Non c’è ricchezza più grande della fraternità”. Le parole di Antoine de Saint-Exupéry, tratte dalla Terra degli uomini pubblicato nel 1939 durante la Seconda guerra mondiale, risuonano oggi con una forza rinnovata nella Piazza San Pietro. Proprio qui, crocevia di culture e storie di vita, il 12 e 13 settembre prossimi si terrà la III edizione del World Meeting on Human Fraternity. L’evento rappresenta la terza tappa di un processo culturale e spirituale ispirato all’Enciclica Fratelli Tutti.

Di strada insieme se ne è fatta, ma la vetta richiede ancora un lungo cammino. Nella sua prima edizione, il Meeting #notalone ha connesso 11 piazze di angoli diversi del mondo. Trenta Premi Nobel per la Pace riuniti in Piazza San Pietro, hanno sottoscritto, insieme al Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin la Dichiarazione sulla fraternità umana, poi presentato al Santo Padre. Ragazzi provenienti da ogni angolo del mondo hanno formato un abbraccio evocativo del colonnato del Bernini aperto sul mondo. Sono gesti e simboli che aiutano a creare “un’alleanza sociale”.
Nella seconda edizione sono nati i tavoli di lavoro sparsi in sedi simboliche della città di Roma, ed hanno partecipato Graça Machel Mandela, Muhammad Yunus, Premio Nobel per la Pace e attuale Primo Ministro del Bangladesh, Bill Nelson, Amministratore della Nasa, Juan Manuel Santos, ex Presidente della Colombia, Oscar Arias Sánchez, ex Presidente del Costa Rica, la leader indigena Rigoberta Menchù Tum, e numerosi altri.

La profondità di questa esperienza risiede nella forza dell’incontro tra diversi e nella condivisione di un comune orizzonte umano, come autorevolmente sintetizzato dal Presidente Mattarella durante l’udienza concessa a un consesso di Premi Nobel, accompagnati dal Cardinale Mauro Gambetti, Presidente della Fondazione Fratelli tutti: «È ben noto come il motto della Rivoluzione francese allineasse, accanto a libertà e uguaglianza, la parola “fraternità”, poi rapidamente caduta in disuso. Eppure, quella parola rappresenta il complemento, anzi, il completamento delle altre due. Costituisce l’approdo del principio di solidarietà, sovente invocato. Quei tre principi, insieme, definiscono la condizione universale di cittadinanza. La fraternità come categoria di pensiero merita quindi di essere considerata nello spazio pubblico. E vi sono grato per la Dichiarazione sulla fraternità umana che è stata pubblicata: è un messaggio di estrema importanza per la comunità internazionale».

Libertà e uguaglianza hanno bisogno di fraternità. Per questo il cuore del Meeting di settembre sarà animato da 15 Tavoli tematici – tra cui Amministratori e informazione, Sport e Formazione Politica, Infanzia e Salute, Lavoro ed Educazione, Ambiente e sicurezza alimentare, Economia Intelligenza artificiale – che sono veri e propri laboratori di connessione tra istituzioni e università, enti locali e imprese, reti civiche e di comunità. Saranno accolti in sedi autorevoli e prestigiose come il Campidoglio e la Fao, la sede dell’UE, quella dell’Abi e della Provincia di Roma.

Ogni tavolo di lavoro ha il compito di esplorare parole chiave per definire il significato dell’umano, raccogliere buone prassi, selezionare azioni concrete e misurare l’applicazione del principio di fraternità attraverso metriche e strumenti condivisi per valutarne l’impatto umano, sociale e relazionale.

Semi di fraternità hanno già attecchito. Il Cnel, grazie al tavolo del lavoro, ha promosso un disegno di legge sulla fraternità in ambito aziendale. L’intesa tra Anci e la Fondazione ha permesso a ottomila comuni italiani di adottare una delibera sulla fraternità attraverso le giunte o i consigli comunali. Tutte le informazioni, inclusa la partecipazione alla giornata del 12 settembre, sono disponibili sul sito della Fondazione Fratelli tutti.

Il lavoro confluirà in un documento di principi ispiratori e azioni concrete, una sorta di “Tavole dell’Umano”. L’obiettivo è orientare politiche pubbliche e percorsi educativi, decisioni consapevoli e scelte strategiche per rispondere alle sfide complesse del nostro tempo.

Il 13 settembre, Piazza San Pietro sarà teatro di un evento serale internazionale dedicato alla fraternità con artisti del panorama mondiale. Culmine di due giorni di iniziative spirituali e culturali, la cerimonia televisiva si propone come piattaforma multimediale per celebrare un grande “abbraccio umano” simbolico, la forza della fraternità e l’impegno per la tutela del Creato.

Il messaggio su cui investire è semplice: promuovendo l’umanità degli altri, promuovo e difendo anche la mia. Chi la nega, prima o poi finisce per perdere anche la propria. Invece “Dio è là dove sono i tuoi fratelli” scrive Eloi Leclerk in La Sapienza di un povero.

Papa Leone XIV lo ha ricordato nella sua omelia d’inizio pontificato, ai popoli e alle culture: “Fratelli, sorelle, questa è l’ora dell’amore! Insieme, come unico popolo, come fratelli tutti, camminiamo incontro a Dio e amiamoci a vicenda tra di noi”.

Fonte: Rivista Piazza San Pietro

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Una delegazione in udienza dal Santo Padre https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/una-delegazione-in-udienza-dal-santo-padre/ Wed, 15 May 2024 13:58:26 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=27091 Qui di seguito il discorso che il Santo Padre ha riservato alla delegazione che ha ricevuto in udienza sabato 11 maggio, in occasione del World Meeting on Human Fraternity #BeHuman. “Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Vi do il benvenuto. Vi ringrazio di essere qui, provenienti...

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Qui di seguito il discorso che il Santo Padre ha riservato alla delegazione che ha ricevuto in udienza sabato 11 maggio, in occasione del World Meeting on Human Fraternity #BeHuman.

“Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Vi do il benvenuto. Vi ringrazio di essere qui, provenienti da molte parti del mondo, per il Meeting mondiale sulla fraternità umana. Ringrazio la Fondazione Fratelli tutti, che si propone di promuovere i princìpi esposti nell’Enciclica, «per suscitare intorno alla Basilica di San Pietro e all’abbraccio del suo colonnato iniziative legate alla spiritualità, all’arte, alla formazione e al dialogo con il mondo» (Chirografo, 8 dicembre 2021).

In un pianeta in fiamme, vi siete riuniti con l’intento di ribadire il vostro “no” alla guerra e “sì” alla pace, testimoniando l’umanità che ci unisce e ci fa riconoscere fratelli, nel dono reciproco delle rispettive differenze culturali.

In proposito, mi vengono alla mente le parole di un celebre discorso di Martin Luther King, quando disse: «Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli» (Martin Luther King, Discorso in occasione del conferimento del Premio Nobel per la Pace, 11 dicembre 1964). È proprio così. E allora ci domandiamo: come possiamo, concretamente, tornare a far crescere l’arte di una convivenza che sia davvero umana?

Vorrei riprendere l’atteggiamento-chiave proposto in Fratelli Tutti: la compassione. Nel Vangelo (cfr Lc 10,25-37), Gesù racconta di un samaritano che, mosso da compassione, si avvicina a un giudeo che dei briganti hanno lasciato mezzo morto sul bordo della strada. Guardiamo questi due uomini. Le loro culture erano nemiche, le loro storie diverse e conflittuali, ma uno diventa fratello dell’altro nel momento in cui si lascia guidare dalla compassione che prova per lui – potremmo dire: si lascia attrarre da Gesù presente in quell’uomo ferito. Come un poeta fa dire, in una sua opera, a San Francesco d’Assisi: «Il Signore è là dove sono i tuoi fratelli» (É. Leclerc, La sapienza di un povero).

Nel pomeriggio vi incontrerete in dodici punti della Città del Vaticano e di Roma, per esprimere il vostro intento di generare un movimento di fraternità in uscita. In questo contesto, i “tavoli” di lavoro, che si sono preparati in questi mesi, presenteranno alla società civile alcune proposte, centrate sulla dignità della persona umana, per costruire politiche buone, basate sul principio della fraternità, che «ha qualcosa di positivo da offrire alla libertà e all’uguaglianza» (Fratelli Tutti, 103). Ho apprezzato questa scelta e vi incoraggio ad andare avanti nel vostro lavoro di semina silenziosa. Da esso può nascere una “Carta dell’umano”, che includa, insieme ai diritti, anche i comportamenti e le ragioni pratiche di ciò che ci rende più umani nella vita.

E vi invito a non scoraggiarvi, perché il dialogo «perseverante e coraggioso non fa notizia come gli scontri e i conflitti, eppure aiuta discretamente il mondo a vivere meglio, molto più di quanto possiamo rendercene conto» (ivi, 198).

In particolare, desidero ringraziare il gruppo degli illustri Premi Nobel presenti, sia per la Dichiarazione sulla fraternità umana elaborata il 10 giugno dello scorso anno, sia per l’impegno che avete assunto quest’anno nella ricostruzione di una “grammatica dell’umanità”, “grammatica dell’umano”, su cui basare scelte e comportamenti. Vi esorto ad andare avanti, a far crescere questa spiritualità della fraternità e a promuovere, con la vostra azione diplomatica, il ruolo degli organismi multilaterali.

Cari fratelli e sorelle, la guerra è un inganno. La guerra sempre è una sconfitta, così come l’idea di una sicurezza internazionale basata sul deterrente della paura. È un altro inganno. Per garantire una pace duratura occorre tornare a riconoscersi nella comune umanità e a porre al centro della vita dei popoli la fraternità. Solo così riusciremo a sviluppare un modello di convivenza in grado di dare un futuro alla famiglia umana. La pace politica ha bisogno della pace dei cuori, affinché le persone si incontrino nella fiducia che la vita vince sempre su ogni forma di morte.

Cari amici, nel salutarvi penso all’abbraccio che questa sera, come lo scorso anno, sarà realizzato da tanti giovani. Guardiamoli, impariamo da loro, come ci insegna il Vangelo: se «non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3). Facciamo tutti di questo abbraccio un impegno di vita e un gesto profetico di carità.

Grazie di quello che fate! Vi sono vicino e vi chiedo di pregare per me. E adesso, tutti insieme, in silenzio, chiediamo e riceviamo la benedizione di Dio.”

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I premi nobel in visita dal Presidente Mattarella https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/i-premi-nobel-in-visita-dal-presidente-mattarella/ Wed, 15 May 2024 13:37:44 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=27085 Qui di seguito il discorso che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha riservato alla delegazione che ha ricevuto in udienza sabato 11 maggio, in occasione del World Meeting on Human Fraternity #BeHuman. “Eminenza, Signore e Signori, benvenute e benvenuti al Quirinale. Ho accolto volentieri...

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Qui di seguito il discorso che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha riservato alla delegazione che ha ricevuto in udienza sabato 11 maggio, in occasione del World Meeting on Human Fraternity #BeHuman.

“Eminenza, Signore e Signori,

benvenute e benvenuti al Quirinale.

Ho accolto volentieri la proposta del Cardinale Gambetti e della Fondazione Fratelli tutti per un incontro qui al Quirinale.

Con la vostra testimonianza recate un segno di speranza nel mondo.

Molti di voi, attraverso scelte e gesti compiuti in aree di conflitto o di grandi difficoltà, dimostrano, con l’esempio della vita, che persino quando il dialogo si interrompe e i rapporti degenerano fino a divenire scontri, il senso di umanità che unisce è più forte del dolore che divide.

Il mondo ha bisogno di pace. E la pace è sempre il frutto anzitutto di una scelta personale, che si riversa nella vita sociale e si rinnova nel tempo.

Nell’articolo 11 della Costituzione italiana si legge che «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

La Carta delle Nazioni Unite, nel suo preambolo, qualche anno prima aveva già sottolineato come i popoli fossero decisi «a salvare le future generazioni dal flagello della guerra»; aveva anche riaffermato – quella Carta – « la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni», grandi o piccole che fossero; aveva richiamato anche l’esigenza di giustizia nella vita internazionale; aveva esortato a «promuovere progresso sociale e più ampia libertà».

Dunque, ai massimi livelli, è stata sovente enunciata l’aspirazione alla pace e il dovere di perseguirla e di difenderla.

È una scelta che ha permesso di educare intere generazioni alla cultura della pace che Voi promuovete.

È questo l’orizzonte a cui guardare, anche se è oscurato da tensioni e conflitti. Anzi, tanto più per questa ragione.

La storia insegna che la politica può arginare i conflitti, sostituendo alla coltivazione dell’odio la cooperazione, affermando il primato del diritto sulla forza. Per giungere finalmente a rendere concretamente vissuto il principio di fraternità, che è al centro dei vostri lavori. Per affermare che la salvaguardia dei diritti delle persone e delle comunità non trova applicazione soltanto all’interno di ciascuno Stato, ma si esprime e si realizza davvero se viene esteso e applicato ai rapporti fra i popoli.

Perché il “bene comune” dei cittadini di uno Stato non può essere contrapposto al “bene comune” dei cittadini di un altro Stato. Perché, sempre più evidentemente, si manifesta che esiste un “bene” comune all’intera umanità.

Ce lo ricordano, con durezza, le grandi sfide comuni che si collocano di fronte all’umanità: dalla difesa del clima alle esigenze globali di salute; dai grandi fenomeni migratori, ai tanti aspetti dell’economia e dei nuovi strumenti che la scienza offre, che sono ben al di sopra dei confini tra Stati, e persino tra continenti.

 È ben noto come il motto della Rivoluzione francese allineasse, accanto a libertà e uguaglianza, la parola “fraternità”, poi rapidamente caduta in disuso. Eppure quella parola rappresenta il complemento, anzi, il completamento delle altre due. Costituisce l’approdo del principio di solidarietà, sovente invocato. Quei tre principi, insieme, definiscono la condizione universale di cittadinanza.

La fraternità come categoria di pensiero merita quindi di essere considerata nello spazio pubblico. E vi sono grato per la Dichiarazione sulla fraternità umana che è stata pubblicata: è un messaggio di estrema importanza per la comunità internazionale.

Questo vostro impegno, questo Meeting, aiuta a costruire pace sociale e amicizia politica, temi che sono cari al Pontificato di Papa Francesco; indica alle relazioni internazionali come non esaurire il proprio fine nella mera assenza della guerra; sconfigge anche la sicurezza basata sulla ripulsa verso chi viene definito ‘diverso’.

La vostra azione di prossimità arricchisce quella degli organismi multilaterali, promuovendo l’incontro con l’altro perché, come spesso ripete Papa Francesco, “nessuno si salva da solo”.

E perché, in realtà, per ciascuno la libertà e i diritti si realizzano non a detrimento di quelli degli altri, e neppure soltanto limitandosi al rispetto di quelli gli altri. Perché si realizzano, in realtà, davvero pienamente, insieme a quelli degli altri. Perché libertà e diritti non sono beni divisibili.

Anche per questo vi auguro, dunque, buon lavoro, affinché abbia successo questa vostra impresa di seminare fraternità. E quindi pace vera.

Auguri.”

Clicca qui per vedere il video dell’incontro

Leggi l’indirizzo di saluto di S.E. Card. Mauro Gambetti

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Contest della fraternità, la testimonianza dei vincitori https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/contest-della-fraternita-la-testimonianza-dei-vincitori/ Mon, 03 Jul 2023 15:37:30 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=20553 Pubblichiamo la testimonianza degli studenti dell’Istituto Superiore di Cariati, in Calabria, vincitori del “Contest della Fraternità Umana”, che si è svolto nell’ambito del Meeting della Fraternità Umana lo scorso 10 giugno 2023 in piazza San Pietro. Il contest è nato a seguito di un Protocollo...

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Pubblichiamo la testimonianza degli studenti dell’Istituto Superiore di Cariati, in Calabria, vincitori del “Contest della Fraternità Umana”, che si è svolto nell’ambito del Meeting della Fraternità Umana lo scorso 10 giugno 2023 in piazza San Pietro.

Il contest è nato a seguito di un Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Fondazione Fratelli tutti per sensibilizzare i giovani al tema della pace, del dialogo, della salvaguardia del Pianeta e della fraternità.
Il video “Fratelli di vita”, realizzato dagli alunni dell’istituto, è stato selezionato durante i lavori della mattinata del 10 giugno a Roma tra i 30 elaborati che avevano superato una prima selezione tra i 450 progetti realizzati dai vari istituti scolastici dopo l’avvio del Contest. Sono stati gli stessi studenti, provenienti da scuole di tutta Italia, a decretare il vincitore.

Noi studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Cariati, corsisti del progetto “Insieme per la Fraternità 2” e vincitori del “Contest della Fraternità” nell’ambito del primo “World Meeting on Human Fraternity” col video “Fratelli di Vita”, diretti magistralmente da LadyFraEttorre e coadiuvati nel montaggio dal formidabile Domenico Liguori, ringraziamo la dirigente scolastica Sara Giulia Aiello e la referente di progetto Daniela Mancini per averci offerto l’opportunità di partecipare a questo magnifico concorso nazionale bandito dal MIM e dalla Fondazione Vaticana “Fratelli tutti”. La meravigliosa esperienza si è conclusa brillantemente lasciando in noi tracce e segni, insegnandoci che il lavoro di squadra, l’unità d’intenti, i progetti condivisi e l’inclusione ad ampio raggio sono gli unici ingredienti vincenti. Esserci stati anche noi, in piazza San Pietro, lo scorso 10 giugno, insieme a migliaia di altri giovani, a trenta premi Nobel, ad artisti del calibro di Andrea Bocelli, Hauser, Roberto Bolle, Albano, Amii Stewart e altri, in collegamento con otto piazze nel mondo, è stato un grande privilegio e ci ha fornito l’occasione per condividere e costruire esperienze di pace e amicizia sociale. Rocco ha rappresentato tutti noi del progetto “Insieme per la Fraternità 2”, ma noi tutti siamo stati presenti col cuore e, incollati alla tv, abbiamo seguito il meeting, orgogliosi di avere sentito risuonare il nome della nostra scuola, tra oltre 450 partecipanti al contest. Siamo ragazzi non professionisti, con il compito di portare “in scena”, esclusivamente, la nostra energia creativa ed il nostro impegno, con la responsabilità di scrivere nuove pagine di umanità e poter muovere i passi verso un mondo migliore. Alcuni di noi hanno anche partecipato il 21 maggio scorso alla marcia PerugiAssisi della pace e della Fraternità “Trasformiamo il futuro”. Ebbene, era già tutto scritto, era scritto che, insieme a tutti i partecipanti al primo “World Meeting on Human Fraternity”, avremmo contribuito anche noi a gettare i semi di una generazione costituita da costruttori e costruttrici di pace.
Grazie a papa Francesco, grazie alla Fondazione Vaticana “Fratelli tutti” per aver concepito una così bella e edificante manifestazione!

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Tradotta anche in arabo la Dichiarazione sulla fraternità umana https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/tradotta-anche-in-arabo-la-dichiarazione-sulla-fraternita-umana/ Mon, 03 Jul 2023 10:10:30 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=20515 La Dichiarazione sulla fraternità umana, scritta e firmata il 10 giugno 2023 in piazza San Pietro da oltre 30 premi Nobel e dal Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, è disponibile da oggi anche in arabo. La traduzione è stata il dono spontaneo...

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La Dichiarazione sulla fraternità umana, scritta e firmata il 10 giugno 2023 in piazza San Pietro da oltre 30 premi Nobel e dal Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, è disponibile da oggi anche in arabo.

La traduzione è stata il dono spontaneo di uno dei giovani che – insieme ad altri di diverse parti del mondo – ha partecipato all’abbraccio nel Colonnato di piazza San Pietro, simbolo dell’abbraccio universale della Chiesa.

La Dichiarazione è stata elaborata dai premi Nobel che hanno partecipato al Meeting Mondiale sulla Fraternità Umana, #NotAlone, organizzato dalla Fondazione Fratelli tutti, con la Basilica di San Pietro, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.

Uniamoci alla voce di Papa Francesco che ci invita a scegliere la fraternità per rimanere umani e condividere lo stesso destino; unisciti a noi sulla via della pace e dell’amicizia sociale.
Fai la tua parte e firma anche tu!

       إعلان الأخوة الإنسانية
روما ، ساحة القديس بطرس ، 10 يونيو 2023
“نحن متنوعين ، نحن مختلفون ، لدينا ثقافات وديانات مختلفة ، لكننا إخوة ونريد أن نعيش في سلام.” (البابا فرانسيس).
كل رجل هو أخي ، كل امرأة هي أختي ، دائما. نريد أن نعيش معا ، كأخوة وأخوات ، في الحديقة وهي الأرض. حديقة الأخوة هي شرط الحياة للجميع.
نحن شهود ولكن كيف يزهر الانسجام المفقود في كل ركن من أركان العالم عندما تحترم الكرامة والدموع يتم تجفيفها ، يتم دفع العمل بأجر عادل، ويضمن التعليم ، ويتم الاعتناء بالصحة ، ويتم تقييم التنوع, تلتئم الطبيعة ، ويتم تكريم العدالة ، و المجتمعات تحتضن الشعور بالوحدة والمخاوف.
معا نختار أن نعيش علاقاتنا على أساس الأخوة ، الذي يغذيها الحوار والمغفرة ،  “هذا لا يعني النسيان “(
FT ، رقم 250) ، ولكن التخلي عن” أن تهيمن عليها نفس القوة التدميرية ” (FT ، رقم 251) التي نعاني جميعا من عواقبها.
متحدين مع البابا فرانسيس نريد أن نكرر من جديد ” المصالحة الحقيقية أن لا تهرب من الصراع ، ولكن يتحقق في الصراع والتغلب عليه من خلال الحوار والتفاوض الذي يتسم بالشفافية والإخلاص والصبر ” ( 
FT ، رقم 244). كل هذا داخل السياق إطار حقوق الإنسان.
نريد أن نصرخ للعالم باسم الأخوة: لا مزيد من الحرب! هو السلام والعدالة والمساواة توجيه مصير البشرية جمعاء. لا للخوف والعنف الجنسي والمنزلي! وقف النزاعات المسلحة. قل لا مزيد من الأسلحة النووية والألغام الأرضية. لا مزيد من الهجرة القسرية والتطهير العرقي والديكتاتوريات والفساد والعبودية.  دعونا نتوقف التلاعب بالتكنولوجيا والذكاء الاصطناعي ، دعونا نضع الأخوة و نبرزها قبل  التطور التكنولوجي.
ونحن نشجع البلدان على تعزيز الجهود المشتركة لخلق مجتمعات سلام ، مثل إنشاء وزارة السلام.
نحن ملتزمون باستعادة الأرض الملطخة بدماء العنف والكراهية وعدم المساواة الاجتماعية و فساد القلب. نرد على الكراهية بالحب.
تعاطف, مشاركة, لا مبرر له, الرصانة والمسؤولية هي بالنسبة لنا الخيارات التي تغذي الأخوة الشخصية ، أنه من القلب.
إن زراعة بذرة الأخوة الروحية تبدأ معنا. يكفي أن نزرع بذرة صغيرة يوميا في عالمنا العلاقات: منزلك ، الحي ، المدرسة ، مكان العمل ، الساحة والمؤسسات التي تأخذ فيها القرار.
نحن نؤمن أيضا بالأخوة الاجتماعية التي تعترف بالكرامة المتساوية للجميع ، وتغذي الصداقة والانتماء, يعزز التعليم ، وتكافؤ الفرص ، وظروف العمل اللائقة والعدالة الاجتماعية ، والضيافة ، و التضامن والتعاون ، اقتصاد التضامن الاجتماعي والتحول البيئي العادل ، الزراعة المستدامة يضمن الحصول على الغذاء للجميع ، لتعزيز علاقات متناغمة ، متجذرة في الاحترام المتبادل والرعاية الرفاه للجميع.
في هذا الأفق ، من الممكن تطوير أعمال القرب والقوانين البشرية ، لأن ” الأخوة لديها شيء إيجابي أن تقدم للحرية والمساواة ” ( 
FT
،قدم ، 103).
نريد معا أن نبني أخوة بيئية ، وأن نصنع السلام مع الطبيعة مع الاعتراف بأن “كل شيء على علاقة”: مصير العالم ، ورعاية الخلق ، وتناغم الطبيعة وأنماط الحياة المستدامة. نود أن نبني المستقبل على ملاحظات نشيد المخلوقات (
Canticum o Laudes Creaturarum) القديس فرنسيس ، أغنية الحياة بلا نهاية. مؤامره الأخوة العالمية ينسج الاعوجاج من مقاطع من النشيد: كل شيء في علاقة وفيما يتعلق بكل شيء و مع الجميع هي الحياة.
لذلك ، اجتمعنا بمناسبة الاجتماع العالمي الأول للأخوة الإنسانية ، مخاطبة جميع الرجال والنساء  من حسن النية مناشدتنا للأخوة. أولادنا ، مستقبلنا يمكن أن يزدهر فقط في عالم يسوده السلام والعدل والمساواة ، لصالح الأسرة البشرية الواحدة: الأخوة وحدها هي التي تخلق الإنسانية.
الأمر متروك لحريتنا في الرغبة في الأخوة وبنائها معا في وحدة. إشترك معنا في هذا النداء من أجل احتضان هذا الحلم وتحويله إلى الممارسات اليومية ، بحيث تصل إلى عقول وقلوب جميع الحكام و لمن ، على كل مستوى ، لديه مسؤولية مدنية صغيرة أو كبيرة.

ملاحظه (FT) معناها = رساله بابويه عامه Fratelli Tutti

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Il saluto di Sua Em.za Rev.ma il Cardinale Pietro Parolin https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/il-saluto-di-sua-em-za-rev-ma-il-cardinale-pietro-parolin/ Mon, 12 Jun 2023 20:30:06 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=17591 Roma, Palazzo della Cancelleria,10 giugno 2023 Eminenza, Eccellenze, Distinti ospiti, Signore e Signori, vi saluto cordialmente e, nell’offrirvi volentieri alcune parole di benvenuto e di introduzione dei lavori, desidero anzitutto ringraziarvi per aver aderito con generoso slancio alla proposta del Cardinale Mauro Gambetti e della...

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Roma, Palazzo della Cancelleria,10 giugno 2023

Eminenza,
Eccellenze,
Distinti ospiti,
Signore e Signori,
vi saluto cordialmente e, nell’offrirvi volentieri alcune parole di benvenuto e di introduzione dei lavori, desidero anzitutto ringraziarvi per aver aderito con generoso slancio alla proposta del Cardinale Mauro Gambetti e della Fondazione Fratelli tutti di incontrarvi per promuovere la pace e la giustizia tra i popoli in questo primo Meeting sulla fraternità umana.

Oggi vi riunite come segno di speranza per il mondo. Già il vostro essere qui insieme rappresenta un segno di speranza. Avete scelto infatti di far incontrare la ricchezza di differenze e di esperienze, di cui ciascuno è portatore, per testimoniare ciò che unisce la nostra umanità e ci permette di riconoscerci fratelli tutti, come il Santo Padre Francesco insegna con il suo magistero.

Operare con spirito di fraternità è una responsabilità cui non può sottrarsi chi è chiamato ad animare la cultura delle relazioni internazionali. Molti di voi, attraverso scelte e gesti compiuti in aree di conflitto, dimostrano con l’esempio della vita che nell’interruzione del dialogo i rapporti degenerano e
che la fraternità che unisce è più forte del dolore che divide. Molti di voi possono testimoniare come tessere la paziente trama del dialogo sia faticoso, spesso tortuoso e non di rado inappagante, ma è quanto di più nobile vi sia per il bene della comunità umana, sia a livello locale che internazionale.

La ricerca della cooperazione tra Paesi, l’affermazione del primato del diritto sulla forza, l’impegno per uno sviluppo umano integrale e per un’economia a misura delle aspirazioni di giustizia di tutti i popoli, sono le molteplici espressioni di una dedizione che ci spinge a lavorare senza sosta affinché nessuna donna e nessun uomo sulla Terra possano essere o sentirsi esclusi dalla famiglia umana.

Su questa strada ardua ma ineludibile, getta luce l’Enciclica Fratelli tutti, sostenendoci nel proposito di muovere i nostri passi verso l’amicizia sociale tra i popoli e la ricomposizione dei conflitti, a partire dalla forza vitale, e solo apparentemente inerme, dell’incontro e del dialogo. Proprio in tal senso, l’incontro fraterno si propone di prenderci per mano e portarci a comprendere le posizioni di chi non la pensa come noi, per poi aprire, nella reciprocità, le porte alla speranza di condividere una direzione cui l’umanità possa tendere insieme, avendo cura di misurare il passo affinché nessuno che cerchi un cammino comune sia lasciato indietro. Questa sollecitudine solidale e sussidiaria, per lo più silenziosa, parte dalla persona, per abbracciare la dimensione familiare, quella sociale e delle nazioni, fino ad arrivare alla comunità internazionale.

È un cammino intrapreso per contrastare ogni spinta funzionalistica che spesso, purtroppo, oggi
relega le persone a individui, i volti a numeri, i progetti a guadagno. È un percorso che attinge alle profondità dell’uomo, essere vivente di sua natura relazionale, capace di infinito e proteso verso i suoi simili, grazie ai quali accresce sé stesso. Ce lo ricorda la sapienza classica, secondo la quale il tutto è maggiore della somma delle sue parti (cfr Aristotele, Metafisica, VIII,1045, 9-10; Esort. ap. Evangelii gaudium, 234- 237).

Una domanda, tuttavia, sorge spontanea e ritorna a più riprese: per quanto gli ideali e i tentativi
siano buoni, ne vale davvero la pena? Vale la pena di viaggiare, riunirci e parlarci di fronte a un mondo che sembra perseguire altre logiche rispetto a quelle della fraternità e dell’incontro? Proprio nell’Enciclica Fratelli tutti Papa Francesco sembra rispondere a questo interrogativo, affermando che il dialogo «perseverante e coraggioso non fa notizia come gli scontri e i conflitti, eppure aiuta discretamente il mondo a vivere meglio, molto più di quanto possiamo rendercene conto» (n. 198). Perciò propone di «far crescere non solo una spiritualità della fraternità», ma «un’organizzazione
mondiale più efficiente, per aiutare a risolvere i problemi impellenti» (Fratelli tutti, 165).

Ho già avuto modo in altre occasioni di ribadire come il definirci fratelli e il fare dell’amicizia sociale un ideale da perseguire probabilmente non basti. Allo stesso modo, le relazioni internazionali non esauriscono il proprio fine nella pace intesa come assenza di guerra né nella sicurezza, nello sviluppo o nel rispetto teorico dei diritti fondamentali. Mentre l’azione diplomatica deve essere potenziata nel ruolo degli organismi multilaterali – e questa è davvero una priorità nell’attuale orizzonte internazionale – credo sia imprescindibile, come primo passo, ritornare al significato che il Santo Padre riconosce alla fraternità quando la propone come fondamento effettivo, che sta al cuore delle agende internazionali; come, vorrei dire, vocazione universale, che si realizza in concreto a cominciare da ciascuno, in primo luogo da me quando «non dico più che ho dei “prossimi” da aiutare, ma che
mi sento chiamato a diventare io un prossimo degli altri» (Fratelli tutti, 81). Ecco il cuore della nostra
motivazione: la chiamata all’impegno di una prossimità da coltivare in prima persona, facendosene testimoni nei diversi terreni della vita, come semi che lentamente crescono, germogliano e portano frutto insieme, anche se all’esterno stagioni di aridità continuano ad alternarsi a uragani e bufere.

Oggi più di ieri, nel mondo rapido e complesso che abitiamo, tanto globalizzato quanto inquinato, tutto si presenta connesso e interdipendente, e questa è una ragione in più per confrontarci, allargare lo sguardo e unire le forze. Lo richiede la causa della pace, lo richiede l’urgenza di uno sviluppo meno ingiusto e più integrale, lo richiede la casa che tutti abitiamo, nella consapevolezza che «l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani, e dalla relazione di ciascuna persona con sé stessa» (Fratelli tutti, 141). Tutte le crisi che oggi attraversiamo, infatti, siano esse geo-politiche, occupazionali, climatiche, sociali, sono accomunate dalla necessità di cooperare per il bene comune, costruendo rapporti, regole e istituzioni in grado di guardare oltre gli interessi individuali: postulano, per così dire, una “ecologia della fraternità umana”.

Cari amici, la vostra storia e il vostro impegno testimoniano che ciò è possibile; testimoniano al mondo, in molti e diversi modi, che «nessuno si salva da solo» (Fratelli tutti, 32;54;137). E oggi, con la vostra presenza, voi affermate che la rassegnazione agli egoismi, personali e di sistema, si può superare e che, anzi, va superata. Nel rinnovarvi la gratitudine per essere qui, vi auguro di cuore buon lavoro: in ognuna delle lingue che rappresentate, il vostro incontrarvi faccia echeggiare il suono della parola speranza. Una speranza di cui il mondo è assetato, una speranza che sia concreta, una speranza che sia “audace”.

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Fraternità – Un luminoso faro di speranza https://www.fondazionefratellitutti.org/articles/fraternita-un-luminoso-faro-di-speranza/ Mon, 12 Jun 2023 19:58:52 +0000 https://www.fondazionefratellitutti.org/?post_type=articles&p=17585 Card. Michael Czerny S.J. e Prof. Christian Barone World Meeting on Human Fraternity #Notalone Fondazione Fratelli tutti Palazzo della Cancelleria, 10 giugno 2023 Sono lieto di rivolgere un caloroso benvenuto a tutti voi, qui convenuti in occasione del World Meeting on Human Fraternity promosso dalla...

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Card. Michael Czerny S.J. e Prof. Christian Barone
World Meeting on Human Fraternity #Notalone

Fondazione Fratelli tutti
Palazzo della Cancelleria, 10 giugno 2023

Sono lieto di rivolgere un caloroso benvenuto a tutti voi, qui convenuti in occasione del World Meeting on Human Fraternity promosso dalla Fondazione “Fratelli tutti”.
Saluto con gioia Sua Eminenza il Card. Mauro Gambetti, Presidente della suddetta Fondazione, al quale esprimo il mio più sincero ringraziamento per avermi invitato ad introdurre questo momento di incontro e di riflessione sui temi della fraternità e dell’amicizia sociale.
Vorrei anche rivolgere un pensiero grato e benedicente, connotato da sentimenti di filiale devozione, al Santo Padre Francesco per  averci fatto dono dell’Enciclica Fratelli tutti. Preghiamo per la sua pronta guarigione.
Proseguendo sul solco tracciato da Laudato si’, in continuità con l’insegnamento magisteriale del Concilio Vaticano II, Fratelli tutti costituisce un luminoso faro di speranza che risplende e guida i passi non soltanto della Chiesa Cattolica, ma dell’intera famiglia umana, in un tempo in cui le «ombre di un mondo chiuso» vorrebbero costringerci a ripiegare su scelte egoistiche e di parte, convincendoci che l’unico modo di affrontare il presente è quello di pensare a se stessi, senza includere nella nostra idea di ben-essere gli altri, specialmente i più svantaggiati, i poveri, le vittime della “cultura dello scarto”.
A motivo di ciò, trovo particolarmente significativo e appropriato quell’aggregatore tematico, l’hashtag #Notalone, che è stato aggiunto al titolo di questo evento. Ci ricorda che soltanto “together” insieme, solo unendo le forze e mettendo in comune idee, identità, propositi, esperienze e progetti, «possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità» (FT 8).
Aver cura degli altri, del creato che generosamente ci offre il quotidiano sostentamento per vivere, significa prendersi cura di noi stessi. Come afferma Laudato si’, dal momento che «tutto è connesso» (LS 117), abbiamo bisogno di costruirci un “Noi” che abiti la Casa comune e ne prende cura.
Per ricercare e conseguire questa nuova alleanza tra l’uomo e la natura, occorre adoperarsi alacremente affinché i conflitti, le ingiustizie e le diseguaglianze siano attenutati e orientati alla risoluzione, avviando processi di riforma delle strutture inique, ma anche di risanamento del tessuto sociale e di pacificazione mondiale.
La sollecitudine nei confronti dell’ambiente, che ci induce a raccogliere l’urgente appello lanciato dalla crisi climatica, e ci esorta a prestare ascolto al «grido della terra», deve necessariamente coniugarsi all’interesse per i problemi sociali, cioè a tendere allo stesso tempo l’orecchio al «grido dei poveri» (LS 49) e infatti di tutti gli uomini.
Sebbene sia opportuno e necessario educarsi ad una «responsabilità ambientale», che favorisca in ciascuno l’adozione di scelte e comportamenti che contrastino l’abituale consuetudine al consumistico “usa e getta”, il richiamo alla coscienza individuale, alla dimensione etica della responsabilità personale, non è più sufficiente se, al contempo, non si pone mano al ripensamento generale di «una nuova economia, più attenta ai principi etici» che lasci emergere una coscienza collettiva, realmente mossa da un autentico interesse per il «miglioramento della qualità reale della vita delle persone» (LS 189).
È ciò che affiora, con maggior chiarezza, dal tenore profetico di alcune argomentazioni di Fratelli tutti, in cui il Santo Padre, prendendo atto e analizzando ciò che a livello globale ha comportato l’imperversare del Covid-19, richiama alla concretezza del reale, contro ogni speculazione ideologica che tenti di trovare una giustificazione al proprio agire nel fare ricorso alle teorie economiche: «Il mondo avanzava implacabilmente verso un’economia che, utilizzando i progressi tecnologici, cercava di ridurre i “costi umani”, e qualcuno pretendeva di farci credere che bastava la libertà di mercato perché tutto si potesse considerare sicuro. Ma il colpo duro e inaspettato di questa pandemia fuori controllo ha obbligato per forza a pensare agli esseri umani, a tutti, più che al beneficio di alcuni» (FT 33).
L’economia non può considerare come inevitabile “danno collaterale” il sistematico impoverimento delle risorse ambientali e lo sfruttamento dell’uomo, calpestato nella propria dignità e nei propri diritti. Al contrario, «il superamento dell’iniquità richiede di sviluppare l’economia, facendo fruttare le potenzialità di ogni regione e assicurando così un’equità sostenibile» (FT 161), favorendo «la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale» (FT 168) e ponendo attenzione alla «regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale» (FT 170).
Integrare l’economia in un progetto sociale, culturale e popolare, che tenga conto del bene comune, domanda alla politica di riappropriarsi del proprio ruolo di leadership, contrastando la logica del “divide et impera” dei poteri transazionali (Cf. FT 12) e rilanciando la scommessa su progetti a lungo termine (cf. FT 15). Occorre costruire una «volontà politica di fraternità» (FT 103) che si adoperi per la promozione del dialogo, della reciprocità, della condivisione, riconoscendo in tali aspetti dell’intersoggettività umana altrettanti imprescindibili valori nel consolidamento della società civile.
Quando viene a mancare una “buona politica” sono sempre gli attori sociali più fragili a farne le spese e ad essere additati come il problema, la zavorra, il peso morto, di cui bisognerebbe sbarazzarsi. La tentazione di cedere al populismo diventa allora forte, come anche quella di innalzare mura di difesa, fortificare le barriere, arroccarsi nelle rivendicazioni patriottiche: «I nazionalismi chiusi manifestano in definitiva questa incapacità di gratuità, l’errata persuasione di potersi sviluppare a margine della rovina altrui e che chiudendosi agli altri saranno più protetti. L’immigrato è visto come un usurpatore che non offre nulla. Così, si arriva a pensare ingenuamente che i poveri sono pericolosi o inutili e che i potenti sono generosi benefattori. Solo una cultura sociale e politica che comprenda l’accoglienza gratuita potrà avere futuro» (FT 141).
È in questa tensione prolettica verso un futuro più inclusivo, in cui si auspica che la cultura politica e sociale si mostreranno capaci di assumere la fraternità come orizzonte in cui pensarsi e agire, che il Santo Padre invita tutte le religioni a offrire il loro “tesoro sapienziale”, affinché valori come il perdono, la riconciliazione, l’affermazione della sacralità della persona umana, la pace, vengano posti in circolo e contagino la convivenza sociale, promuovendo lo scambio, il reciproco arricchimento, vincendo la paura e la diffidenza che tiene separati uomini di lingua, nazionalità e credi diversi.
Concludo richiamando le parole di speranza con cui papa Francesco si è rivolto al mondo intero all’indomani della firma dell’enciclica Fratelli tutti, il 4 ottobre 2020, festa di san Francesco d’Assisi. Siano per noi, all’inizio di questo nostro incontro, un motivo di gratitudine e un monito che ci richiama alla responsabilità di ciò che ci attende: «I segni dei tempi mostrano chiaramente che la fraternità umana e la cura del creato formano l’unica via verso lo sviluppo integrale e la pace, già indicata dai Santi Papi Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II» (Angelus, 4 ottobre 2020).

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