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Passato e futuro, fratelli a San Pietro. La Basilica ricostruita un’altra volta con l’intelligenza artificiale. Un viaggio nel tempo e nello spazio

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  • Da sopra e da sotto, da fuori e da dentro, nel dettaglio più piccolo (la tessera di un mosaico) fino alla prospettiva allargata della sua straordinaria architettura, fino alle radici della sua storia, dalla tomba di Pietro a simbolo della cristianità.

    Con l’Intelligenza Artificiale la Basilica di San Pietro è stata edificata ancora una volta: 400 mila immagini composte e ricomposte al computer, modello 3D, un lavoro di tre anni per far rivivere la storia millenaria di quest’opera conosciuta in tutto il mondo. Un patrimonio a disposizione di tutti per vedere dove l’occhio umano non può arrivare. Sul web e presto, nell’anno giubilare, in un museo immersivo all’interno della stessa Basilica. Un viaggio nel tempo. Un’esperienza unica. Questo modello ha l’ambizione di essere eterno: come la Basilica, come la bellezza che contiene, come le opere che vi sono conservate.

     

    Il racconto della ricostruzione digitale

    Il progetto Microsoft “AI-Enhanced Experience” ha creato un gemello virtuale di San Pietro. Una scelta innovativa voluta dal Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica, Presidente della Fabbrica di San Pietro e della Fondazione Fratelli tutti con la collaborazione di Microsoft. La visita digitale può cominciare.

     

    Elaborazione dei dati basata sull’intelligenza artificiale

    L’AI for Good Lab di Microsoft ha elaborato la vasta mole di dati della fotogrammetria del team francese di Iconem, perfezionando il gemello digitale con una precisione millimetrica. Gli algoritmi di intelligenza artificiale hanno colmato le lacune, migliorato i dettagli e creato una ricostruzione virtuale senza soluzione di continuità.

     

    L’intelligenza artificiale a supporto del restauro e della conservazione

    L’intelligenza artificiale ha aiutato a rilevare e mappare le vulnerabilità strutturali della Basilica, come crepe e tessere di mosaico mancanti, per orientare al meglio i futuri lavori di conservazione.

     

    Le mostre

    Lo studio di design lituano Dadada ha invece curato la mostra immersiva – accessibile – presso la Basilica di San Pietro per offrire a tutti i visitatori la possibilità di estendere il messaggio di comunicazione dalle aree visive a quelle dello spazio e del design esperienziale.

    Due nuove mostre immersive presso la Basilica di San Pietro, Petros Eni e Petros Eni Octagon, offriranno a pellegrini e visitatori una combinazione unica di nozioni storiche ed esplorazioni digitali, mostrando aspetti chiave nell’evoluzione della Basilica nei secoli. Questa mostra permanente – digitale e in presenza – sarà inaugurata in occasione del Giubileo 2025 che si stima porterà a Roma circa 30 milioni di visitatori in più.

    Un sito web interattivo consentirà a chiunque, nel mondo, di vivere questa esperienza straordinaria, offrendo accesso diretto alla Basilica di San Pietro attraverso modelli 3D dettagliati e contenuti educational.

     

    «Siamo giunti a definire un piano coordinato di servizi e di attività di comunicazione per una “Basilica in uscita” – spiega il cardinale Mauro Gambetti – In questi anni, non senza fatica, abbiamo affrontato la splendida sfida del rapporto tra l’uomo e la tecnica con lo spirito di fraternità, che ha animato importanti collaborazioni improntate alla circolarità, di competenze, di punti di vista e di mezzi, con il comune obiettivo di favorire la crescita umana delle persone. Abbiamo così potuto strutturare un sistema informativo della Fabbrica, mettere a servizio degli Uffici un Enterprise Resource Planning (ERP) e avviare il processo di informatizzazione della gestione documentale, archivistica e delle risorse umane; inoltre, abbiamo realizzato il primo step del Building Information Modeling (BIM) della Basilica».

    «Poi – aggiunge l’arciprete della Basilica, Presidente della Fabbrica di San Pietro e della Fondazione Fratelli tutti – sono state create piattaforme e app per offrire servizi ai pellegrini e ai visitatori al fine di favorirne l’esperienza in San Pietro; e sono stati resi maggiormente comprensibili – tramite i linguaggi multimediali, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale e la proposta di corsi di formazione – i significati custoditi dal complesso monumentale. In tal senso, lo sforzo è quello di decodificare per l’uomo di oggi, con l’ausilio della tecnologia digitale, l’intreccio di storia, arte e spiritualità che fanno della Basilica un unicum al mondo». «D’altronde, la Chiesa fa questo da sempre, cercando di comunicare la propria fede nel divino attraverso i linguaggi del tempo e del contesto culturale di appartenenza» conclude Gambetti.

    «L’intelligenza artificiale ci permette di ammirare questa Basilica in una modalità unica e innovativa mai vista in precedenza – ha dichiarato Brad Smith, vice chairman e presidente di Microsoft – Questa partnership, che unisce istituzioni e innovazione tecnologica, ha creato un’esperienza memorabile per tutti coloro che vogliono approfondire storia e significato di questo luogo straordinario».

    «Quando abbiamo una ispirazione è come se si accendesse una luce. E questo progetto, spero, potrà accendere tante luci nel mondo. Così, con la Basilica nello spazio digitale, inizia un nuovo processo di comunicazione, con una nuova opera d’arte che prosegue sul cammino di coloro che hanno lavorato alla bellezza del messaggio che parte dal cuore della cristianità» afferma Padre Enzo Fortunato, direttore della Comunicazione della Basilica di San Pietro che anticipa: «Il 25 novembre presenteremo, insieme al Cardinale Arciprete, in accordo con gli organi competenti, il piano di comunicazione della Basilica di San Pietro».

    «Siamo stati animati da un desiderio che non è semplicemente estetico o legato a un’innovazione tecnologica – spiega il coordinatore del progetto Microsoft Padre Francesco Occhetta – Molte persone cercano uno spazio sacro in cui potersi ritrovare davanti a Dio e la ricostruzione digitale della Basilica potrà aiutare questo incontro in ogni angolo del mondo. Per questo motivo, questa visione in 3D ricollega l’architettura sacra al corpo di San Pietro e ne rappresenta un prolungamento».

     

    Articolo di Goffredo de Marchis