Ieri la Coldiretti, con cui condividiamo il nostro cammino, ha compiuto i suoi primi 80 anni di attività, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Un’organizzazione che “sostiene i principi della democrazia economica fondata sul confronto di idee e di proposte tra forze politiche e forze sociali rappresentative in ambiti istituzionali e con appropriati strumenti e metodologie di concertazione.” (dallo Statuto Confederazione Nazionale Coldiretti)
Qui di seguito un breve spezzone dal libro di P. Francesco Occhetta e Nunzio Primavera su Paolo Bonomi, fondatore e primo presidente della Coldiretti che, come ha ricordato Giovanni Paolo II, ha contribuito a costruire una società italiana attraverso “un servizio intenso, appassionato e geniale.” La sua è una storia di dedizione, consapevolezza e umanità.
“Negli archivi della Coldiretti si conservano molte lettere di contadini che scrivono a Bonomi. Rimane emblematica una frase in dialetto di un anziano di Catanzaro che nei primi anni Sessanta esclama: “Noi non avevamo né padre né madre. Paolo Bonomi ci ha dato il suo nome”. Si tratta di una riflessione sulla quale vale la pena soffermarsi: nessuno ha mai definito la DC come “degasperiana”, o il PCI come “togliattiano”, ma per quarant’anni tutti hanno definito la Coldiretti come la “bonomiana” e come “bonomiani” i suoi iscritti. Perché? Promuovendo un sistema di leggi moderne, Bonomi riesce a fare conquistare alla “gente dei campi” dignità e consapevolezza di essere cittadini a tutti gli effetti, dentro la dimensione dell’impegno civile, della partecipazione e quindi dell’emancipazione sociale.”



