L’11 e il 12 luglio si è svolta la seconda Assemblea Generale del World Farmers Markets Coalition presso l’Aula Vecchia del Sinodo in Vaticano con gli interventi di S.E. Card. Mauro Gambetti, Presidente della Fondazione Fratelli tutti, Richard McCarthy, Presidente del World Farmers Markets Coalition, e Carmelo Troccoli, Direttore della Fondazione Campagna Amica.
Di seguito il discorso pronunciato all’apertura dell’evento dal Segretario Generale della Fondazione Fratelli tutti, P. Francesco Occhetta S.I.:
“Benvenuti a Roma e nella Città del Vaticano, riunite 76 Associazioni e siete di 66 Paesi diversi, tra voi i più lontani arrivano dalla Nuova Zelanda e dal Perù.
World Farmers Markets Coalition e la Fondazione Fratelli tutti sono nati e cresciuti insieme; siete stati tra i primi nostri interlocutori, quando appena nati il Cardinale Mauro Gambetti aveva incontrato il vostro presidente Richard McCarthy e il segretario generale Carmelo Troccoli per condividere i nostri reciproci progetti. A partire da qual momento ci siete sempre stati vicino fino a organizzare una piazza della fraternità in Perù durante il primo Meeting mondiale del 10 giugno 2023.
È attraverso lo spirito di questo legame che vorrei consegnarvi tre parole per dare inizio ai vostri lavori.
Anzitutto la parola “grazie” che nella sua etimologia include la gratitudine e la riconoscenza; esprime la gioia di un dono che si riceve e la volontà di ridonarlo. Nel dirvi “grazie” vi ricordo che nella Fondazione potete trovare una “casa relazionale”, una piazza come luogo per riconoscerci, una Parola, una vita, quella di San di Pietro, offerta per amore e infine una visione antropologica contenuta nell’enciclica Fratelli Tutti.
La seconda parola è “sogno”, la possibilità di far accadere la speranza che vi anima. Nessuna utopia ma il desiderio di custodire e dare valore sociale e politico alla biodiversità. In Colombia, il gesuita economista Francisco de Roux ripete spesso che nel mondo ci sono prodotti della terra e cibo per tutti, sono solamente mal distribuiti. Camminare insieme significa lavorare per questo obiettivo, la condivisione moltiplica e crea comunione, il possesso soffoca ogni forma di ricchezza della natura.
Il tema dei frutti della terra e del cibo si connette a tanti altri temi fino a toccare il problema della fame, quello dello stile di vita e di un’agricoltura sostenibile. Per la Chiesa occorre arginare lo scandalo della fame ripartendo «da un’economia globale verde: fatta di agricoltura, industria e di servizi per la sostenibilità» ma anche dall’«educarsi tutti ad un consumo più saggio e responsabile».
La terza parola è “natura”, lo afferma il Papa quando ripete un proverbio latino-americano che dice: “Dio perdona sempre, gli uomini a volte, la natura mai!”. Coltivare e poi cucinare significa simbolicamente sottomettere gli ingredienti della natura e trasformarli in cultura producendo un piatto finito. La condivisione dello stesso cibo, in famiglia, in particolari avvenimenti sociali, come sono le feste di paese, o semplicemente con i colleghi di lavoro durante i giorni lavorativi, ci mette in comunicazione a livello sociale.
Il rapporto con il cibo oltre a indicare il rapporto di ciascuno con il proprio corpo è anche una delle più radicali aperture al mondo.
Attraverso la vostra missione i prodotti della terra e il cibo che si produce mettono in tensione due antiche massime: «L’uomo è ciò che mangia», ma allo stesso tempo «mangia ciò che è», ossia quegli alimenti fatti propri dalla sua cultura.
Ma la nostra sfida è ancora maggiore, lavorare per un’agricoltura fraterna in cui il principio della redistribuzione e della solidarietà sia concreta fraternità.
Auguri.”