Tutte le guerre umiliano e distruggono la dignità umana e «non sono destinate per loro natura a risolvere i problemi ma piuttosto ad aggravarli». Con queste considerazioni il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ha aperto il “Tavolo per la pace” a cui hanno partecipato circa trenta premi Nobel per la pace. «Dio – ha aggiunto Parolin – ha creato gli uomini per vivere nella pace e per custodire il Creato, non per distruggerlo» e ha evidenziato come la guerra «non attenta solo alla dignità altrui ma anche alla propria». Secondo il segretario di Stato, oggi va messo in discussione lo stesso concetto di “guerra giusta”, «nato in un’epoca in cui i conflitti avevano portata relativamente limitata. Nell’era contemporanea, con l’avvento delle armi nucleari e di distruzione di massa, questa teoria si presenta come altamente problematica». Il cardinale ha poi citato i tre ambiti di impegno individuati da Papa Francesco affinché si inizi a seminare germi di pace: rimediare alle cause delle ingiustizie; ripianare i debiti iniqui e insolvibili; saziare gli affamati.
I Nobel e le organizzazioni internazionali hanno poi redatto e sottoscritto il documento denominato “Peace Declaration”.