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Hai deciso di nascere – Vangelo di domenica 25 dicembre

Tu; senza tempo / nel suo grembo / hai deciso TU. / Come luce intensa / dietro una fluida tenda / che non illumina ma abbraccia, / hai deciso TU. / Come pioggia che cade / e decide che ogni spazio / sia bagnato, / hai deciso TU. / Hai deciso TU di amare la polvere; / non quella dei libri, / quella dei marciapiedi / calpestati dalla Tua gente.
E. Valzania, Poesie per sbaglio “TU”
Mi preparo

Scelgo di incontrare il Signore.
Mi concentro e vado oltre le mie preoccupazioni e i miei pensieri.
Faccio un segno di croce ed esprimo interiormente il desiderio di stare alla Sua presenza.

Entro nel testo

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Mi lascio ispirare

In principio era il Verbo”. In principio, c’era la Parola. Tutto ha inizio da una relazione con Dio attraverso la parola. Tutta la vita psicologica ed emotiva dell’uomo trova linfa vitale da un Altro sguardo che plasma il nostro guardandoci negli occhi e parlando con noi. In origine, il primo nutrimento, quello spirituale, è la Parola di Dio e il Suo sguardo su di noi.

Il primo ed unico vero principio d’ordine, dunque, non è il caos ma è una relazione. È una voce, uno sguardo, una carezza. È una Parola d’amore. È un legame profondissimo quello che ci lega a Dio: da lui proveniamo e a lui la nostra anima anela con una costante tensione; quel senso di nostalgia e di mancanza che spesso proviamo senza sapergli dare un nome.

È in questo amore (che sa anche di mancanza) che si trova la fonte della vita in cui la luce splende. È un amore così forte che neppure le tenebre e la morte possono vincerlo.

In principio, Dio si è fatto carne. Si è fatto fragile come noi, debole come noi. Si è fatto bisognoso di cure, di carezze e di amore… esattamente pari a noi.
In un tempo senza tempo e senza spazio, Dio ha deciso di nascere.
Oggi, tra polvere e le mancanze delle nostre vite, Lui ha deciso di nascere.

Facciamogli spazio e nascerà un nuovo tempo.

Lui ci attende!

Immagino

Visualizzo la scena provando ad immaginare il luogo, i personaggi, i dialoghi, i toni e i gesti.
Lascio che emergano i miei sentimenti, ciò che più mi colpisce, le emozioni che provo.
Accolgo il mio sentire, senza censure, senza giudizi.

Rifletto sulle domande
  1. La Parola è il Vangelo, linfa vitale per lo spirito. Il tempo quotidiano che dedico alla preghiera mi è sufficiente per non cadere negli sconforti, nelle paure, nelle tristezze quotidiane?
  2. Sento la presenza di Dio anche nella mancanza che spesso posso provare?
  3. Oggi, in che modo posso fare spazio a Dio nella mia giornata?
Ringrazio

Come se mi rivolgessi ad un amico, parlo con il Signore e con sentimento di gratitudine gli esprimo ciò che sento di ricevere da lui in questo momento.
Recito un Padre nostro per salutarlo e uscire dalla preghiera.

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